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EditorialeIl 15 agosto 1852 ebbe inizio la più spietata persecuzione che la comunità bahá’í abbia mai conosciuto nei suoi pur travagliati 166 anni di vita. «Un giorno che non ha pari forse nella storia nel mondo fu quello della grande strage fatta dei babí a Teheran», ne scrisse nel 1866 Ernest Renan (Gli apostoli, Dall’Oglio, Milano, 1966, p. 235). Il pogrom fu scatenato da un fallito attentato contro la vita dello scià Násiri’d-Dín, compiuto da tre giovani babí squilibrati, cui il dolore del recente martirio del loro Maestro aveva fatto perdere la ragione. E che fossero insensati lo dimostra il fatto che compirono l’attentato con pistole caricate a pallini, sufficienti a uccidere un passerotto, non certo un uomo. ...Leggi tutto |
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