Dignitari cristiani fanno gli auguri alla comunità per uno storico anniversario

Napoli, Italia, 15 aprile 2012, (BWNS) – Eminenti prelati cristiani hanno reso omaggio alla comunità bahá’í cent’anni dopo che la nave che portava ‘Abdu’l-Baha negli Stati Uniti d’America è attraccata a Napoli.
 
Le loro osservazioni sono state menzionate durante una speciale commemorazione alla quale hanno partecipato oltre 250 ospiti, che ha avuto luogo nel porto della città per celebrare il centenario della presenza di ‘Abdu’l-Baha nel porto, a bordo del piroscafo Cedric.
 
In una lettera che è stata letta durante l’incontro, l’Arcivescovo di Napoli, cardinal Crescenzio Sepe ha espresso la speranza che le celebrazioni «siano occasione di arricchimento spirituale e di nuovo slancio nell’edificazione di una società più giusta e fraterna».
 
In un altro messaggio di auguri, Monsignor Salvatore Giovanni Rinaldi, Vescovo della Diocesi di Acerra, ha detto: «L’augurio mio personale e della comunità cristiana di Acerra è che il messaggio del fondatore della Fede Baha’i Baha’u’llah, messaggero di Dio, che ha promosso un processo di unificazione dell’umanità, possa progredire e affermarsi pienamente per realizzare un’unica famiglia umana attorno all’unico Dio».
 
Il professor Roberto Tottoli dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ha detto ai baha’i: «ribadisco il mio interesse per vostre future iniziative, per interesse mio personale ma anche per l’interesse del Dipartimento che rappresento che non può che guardare con favore simpatia attività di comunità religiose la sua».
 
Fra gli ospiti speciali che hanno partecipato all’evento e che hanno pronunciato discorsi vi sono rappresentanti dell’associazione Soka Gakkai International e della Chiesa Evangelica Valdese. Essi «hanno espresso la loro gioia di celebrare assieme alla comunità baha’i un momento così solenne e significativo», ha detto Julio Savi, segretario dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei Baha’i d’Italia.
 
‘Abdu’l-Baha (1844-1921) era il figlio maggiore di Baha’u’llah, da Lui nominato Suo successore come capo della Fede baha’i. Dopo la Rivoluzione dei Giovani Turchi del 1908, quando tutti i prigionieri politici e religiosi dell’Impero Ottomano, compreso ‘Abdu’l-Baha e la Sua famiglia, sono stati liberati, Egli ha incominciato a pensare di presentare di persona gli insegnamenti baha’i al di fuori del Medio Oriente. Dall’agosto al dicembre 1911, ha visitato la Francia, la Svizzera e l’Inghilterra prima di ritornare in Egitto per l’inverno.
 
Poi, il 25 marzo 1912, ‘Abdu’l-Baha Si è imbarcato sul Cedric, che viaggiava fra Alessandria e New York, facendo sosta a Napoli. Era stato suggerito che ‘Abdu’l-Baha viaggiasse sullo sfortunato Titanic, ma si dice che Egli abbia detto che preferiva un viaggio per mare più lungo. È sbarcato nel porto di New York l’11 aprile.
 
Durante la celebrazione del centenario che ha avuto luogo a Napoli dal 31 marzo al 1° aprile, Hartmut Grossmann, già membro della Casa Universale di Giustizia, ha invitato i partecipanti a riflettere su una lettera scritta dalla Casa Universale di Giustizia il 29 agosto 2010 che dice: «Le parole pronunciate da ‘Abdu’l-Bahá durante i Suoi viaggi e gli atti che compì con tale consumata saggezza e con tanto amore offrono abbondante ispirazione e molte intuizioni . . .».
 
I partecipanti sono stati allietati da presentazioni musicali, da una tradizionale «tammurriata» napoletana e da un documentario sulla storia della comunità baha’i italiana che ha messo in relazione le attività dei baha’i italiani contemporanei con l’impegno pionieristico dei loro avi.
 
 
 
 
 
 
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http://news.bahai.org/story/905