Giovani che vogliono una vita «coerente» mentre programmano il loro futuro

 Sessanta giovani provenienti dal Centro America hanno partecipato a un seminario di 10 giorni in Honduras per discutere su come imperniare la propria vita su principi ispirati sia dalla scienza sia dalla religione.

SANTA ROSA DE COPAN, Honduras, 8 gennaio 2010. Nava, 25 anni, che ha partecipato a un seminario universitario in Honduras ha detto che credere non è poi così difficile. La sfida più grande è quella di costruire la propria vita attorno a ciò in cui si crede.

Oltre 1500 giovani hanno partecipato a questa sfida durante cinque recenti incontri in cinque paesi, Honduras, Italia, Australia, Inghilterra e Filippine.

Questi giovani hanno cercato di analizzare la propria vita in un periodo durante il quale si ha l’opportunità di impostare il proprio stile di vita e la propria carriera lavorativa, incorporando valori e attività che si ritengono capaci di modellare il tipo di mondo nel quale vogliono vivere.

Nava Kavelin di San Juan, Portorico, ha contribuito a moderare alcune sessioni di circa 60 studenti universitari provenienti dal Centro America che si erano iscritti al seminario di 10 giorni che si è tenuto a Santa Rosa de Copan in Honduras all’inizio di gennaio.

La signora Kavelin ha detto che i partecipanti hanno esplorato alcuni percorsi educativi alla luce del loro credo. Una delle professioni che hanno preso in esame è stata quella dei pubblicisti.

Ha poi detto: «Abbiamo esaminato i mass media e i messaggi che essi trasmettono. Si è detto che i media possono mostrare la gente in una luce poco favorevole e che i baha’i credono nella necessità di promuovere la nobiltà della persona».

Ha soggiunto: «Per gli studenti universitari il problema è come usare la propia laurea per promuovere i valori in cui credono e non quelli con i quali non sono d’accordo».

Ha precisato che gli studenti di economia e commercio hanno discusso di come alcuni modelli sono in accordo con i loro principi, mentre altri non lo sono.

Ha proseguito dicendo: «I partecipanti stanno imparando a diventare protagonisti della propria educazione piuttosto che contenitori passivi, cercando di scoprire razionalmente come le lezioni che seguono li possono aiutare nei loro obbiettivi».

«Una vita coerente»

Luke Bolton di New York, 23 anni, è uno dei 300 giovani provenienti da 39 paesi che hanno partecipato in Italia a un convegno di sei giorni che aveva lo scopo di aiutare i partecipanti a esaminare tutti gli aspetti della propria vita come elementi complementari dedicati a servire l’umanità.

Ritornati a casa, Bolton e i suoi colleghi hanno discusso su come non scendere a compromessi sui principi in cui credono, nei loro posti di lavoro.

Egli ha detto: «Quello che ha colpisce la gente è se vivi una vita coerente». 

Alcuni dei partecipanti al convegno che si è tenuto a Verona lo scorso dicembre hanno parlato di persone che svolgono lavori utili e buoni, ma che tuttavia pensano che il loro lavoro non sia correlato al tipo di attività rivolta alla costruzione delle comunità che i baha’i ritengono vitale per apportare modificazioni radicali nel mondo.

Bolton ha anche detto che queste persone tendono a credere di dover dedicare una parte maggiore del proprio tempo al servizio della comunità. Alcuni hanno discusso su come utilizzare le proprie capacità lavorative, ad esempio nel campo dell’informatica, al di fuori fuori dell’orario di lavoro e applicarle al servizio.

«Nuova forza al concetto di servizio»

 I giovani hanno partecipato al convegno in Australia in molti modi, nelle sessioni formali e con espressioni artistiche informali. (Foto di Wafa Reyhani)

Il servizio all’umanità è stato il punto centrale di un messaggio inviato dalla Casa Universale di Giustizia a oltre 800 baha’i che si sono riuniti in gennaio per un convegno nella città costiera di Wollongong in Australia.

La Casa Universale di Giustiza ha scritto ai giovani: «Il punto chiave del vostro ruolo in questo momento è ridare vigore al concetto del servizio, dedicarsi ad alti ideali, molto lontani da interessi puramente egoistici, orientarsi verso il progresso della società e impegnarsi per il benessere dell’umanita». 

I giovani sembrano aver preso a cuore questa raccomandazione.

Negin Sedaghat di Sydney ha detto dopo il convegno: «Il convegno mi ha aiutato a comprendere meglio l’individuo e la società».

Una giovane partecipante ha affermato che le presentazioni hanno sfidato «i giovani ad andare al di là di occupazioni futili». 

Una terza ha detto: «Non siamo qui solo per fare discorsi inutili, ma per mettere in pratica tutto quello che si dice».

«Maggiore coerenza e una vita di servizio», ha detto Rewa Worley di Auckland in Nuova Zelanda, riassumento il messaggio che portava a casa dal convegno.

Costruire le capacità dei giovani

 Oltre 340 giovani al convegno inInghilterra posano davanti la sede del convegno all’Università di Warwick. 

Una delle caratteristiche del convegno tenuto in Inghilterra presso l’università di Warwick a Coventry è che sono stati i giovani a gestirla.

Bonnie Smith, sedicenne, veterana di dozzine di convegni baha’i ha detto che la differenza era molto evidente.

Ha poi aggiunto: «Improvvisamente molti giovani che non avevo mai incontrato prima hanno fatto conferenze ed esibizioni. «L’idea è stata quella di dare ai giovani capacità da portare con sé ritornando a casa».

Aryan Ziaie, ventenne, uno dei quattro organizzatori principali del convegno, ha detto che circa un terzo dei 346 partecipanti che si sono registrati erano oratori, esecutori o persone che in qualche modo hanno offerto le proprie capacità al seminario.

 Simon T. Munro e altri musicisti suonano durante una sessione del convwegno di giovani in Inghilterra. (Foto di Ramez Krishnan)

Ha poi aggiunto: «Lo scopo del convegno è stato quello di sviluppare capacità. Il convegno è stato gestito dai giovani, persone che non l’avevano mai fatto prima. È un punto chiave del successo del convegno».

Il signor Ziaie, studente al primo anno di legge nella London School of Economics, ha detto che in un convegno più convenzionale sarebbero bastati due o tre oratori principali. Questo ne aveva molti.

Ha poi detto che anche nella sua università, quando lui e i suoi amici discutono seriamente sul cambiamento sociale, il presupposto sembra essere che bastano poche persone a fare da catalizzatori, «dall’alto verso il basso».

Lo spirito del convegno è stato invece molto diverso con una «condivisione delle esperienze a livello delle radici».

«Vedevi le persone impegnare il proprio futuro per imparare a produrre una reale trasformazione sociale. Sanno quello che fanno e sanno dove cercare la guida».

I giovani baha’i sembrano essere cambiati in quest’ultimo anno, ha osservato.

«Lo si nota dal livello delle loro conversazioni», ha detto. «Parlano tra loro delle reciproche esperienze per poter ulteriormente raffinare le proprie attivita. Pianificano, agiscono, riflettono, sono stati abituati a questa dinamica».

Ha poi detto che la sua esperienza di quest’incontro è stata quella di fare poche chiacchere sociali e di dedicare molto a discussioni mirate.

Ha concluso dicendo: «La visione è ora molto più chiara».

Foto dai convegni

 Nelle Filippine, gli studenti hanno discusso temi come la coerenza fra la civiltà materiale e spirituale e l’influenza del linguaggio sull’azione.






 

La città costiera di Wollongong in Australia è stata sede di un convegno nazionale giovanile baha’i agli inizi di gennaio.

 La più numerosa riunione di giovani baha’i tenuta durante le recenti vacanze in Australia, con la partecipazione di circa 830 giovani a un convegno di quattro giorni.







 

 I partecipanti al seminario nell’Honduras provenivano da diversi paesi, come Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico e Nicaragua. (Foto di Mahin Mobasher)






 

 

 Il seminario in America Centrale si è svolto alla periferia di Santa Rosa de Copan, fra le montagne dell’Honduras occidentale. (Foto di Nava Kavelin)







 

 

 Fra i temi sui quali i giovani riuniti nel Regno Unito si sono consultati c’era un messaggio della Casa Universale di Giustizia. Il messaggio parlava di onestà ed energia.









Per le foto si vada a:http://news.bahai.org/story/752

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