In Marocco, un simposio parla di religione, spiritualità e educazione

MARRAKECH, Marocco, 2 marzo 2012, (BWNS) – Che cos’è la spiritualità? Come può l’educazione religiosa incoraggiarla? E quale ruolo svolgono la religione e la spiritualità nel promuovere il benessere dell’uomo?
 
Questi sono alcuni degli interrogativi presi in esame da un gruppo di educatori, accademici e teologi delle religioni del mondo, inclusa la Fede baha’i, durante il «Simposio internazionale di religione, spiritualità e educazione per la prosperità dell’uomo», che si è svolto a Marrakech il 24-26 febbraio.
 
L’evento, indetto dalla Guerrand-Hermes Foundation for Peace (GHFP) e dalla United Nations Alliance of Civilizations, ha incoraggiato una discussione su come i giovani possono essere educati alla religione e alla spiritualità, per affrontare problemi attuali come l’ingiustizia economica e il degrado ambientale.
 
«Il mondo sta oggi affrontando una serie di sfide che non hanno precedenti», ha detto Scherto Gill, segretaria generale del GHFP e promotrice del simposio. «nello stesso tempo, abbiamo anche enormi opportunità di unità e convivenza fra gli uomini in una reciproca solidarietà globale, in una grande comunità globale che lavora per il bene comune».
 
Per affrontare le sfide e cogliere le opportunità, ha detto la dottoressa Gill, il mondo deve ridefinire i suoi concetti di «prosperità dell’uomo» allontanandosi da un modello di crescita puramente economica e adotandone uno che includa i concetti della giustizia e della spiritualità e la comprensione di una comunità allargata.
 
«Il significato, la connessione e l’etica derivano dalla dimensione spirituale dell’uomo», ha detto la dottoressa. «Perciò è urgente che l’educazione sviluppi una più profonda consapevolezza delle dimensioni spirituali della nostra vita».
 
I partecipanti hanno detto che il simposio ha suscitato molte riflessioni ed è stato molto ispirante. Fra loro, Jocelyn Armstrong, una docente che vive in Nuova Zelanda, ha detto che il simposio le ha fatto capire l’importanza di assumere un atteggiamento olistico verso l’educazione religiosa.
 
«Si possono discutere in classe temi come l’onestà e l’integrità e poi vedere come le religioni incoraggiano queste virtù», ha detto, «o come le religioni considerano l’ambiente».
 
Diane Evans, cappellano dell’Hereford Sixth Form College nel Regno Unito, ha detto che spesso manca una buona conoscenza delle credenze delle religioni. «Più frequenti gli incontri per discutere su come migliorare l’educazione religiosa, maggiore la speranza di costruire programmi capaci di allentare molte tensioni», ha detto.
 
Le deliberazioni sono state ispirate da 20 documenti presentati dai partecipanti, fra i quali c’era anche un documento di lavoro della Baha’i International Community (BIC) che parla di come integrare nell’educazione i concetti di religione e di «prosperità dell’uomo».
 
«Si è così giunti a discutere le differenze fra educazione religiosa e educazione spirituale», ha detto il rappresentante della BIC, Ming Hwee Chong.
 
«Solo attraverso l’educazione», ha detto, «il potenziale latente in ogni essere umano può svilupparsi, esprimersi e infine servire al bene del’individuo e della sua comunità».
 
 
 
 
 
 
 
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http://news.bahai.org/story/894