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NEW YORK, 10 ottobre 2011, (BWNS) – Una quarantina di illustri teologi e filosofi di 16 paesi si sono uniti alla condanna della politica dell’Iran di impedire ai giovani baha’i e ad altri l’accesso agli studi universitari. In un’iniziativa globale senza precedenti, 43 eminenti accademici, di origine cristiana, ebrea, indù e musulmana, hanno firmato una lettera aperta, pubblicata nel Daily Telegraph (Regno Unito) e riportata nel Folha de São Paulo (Brasile), Per leggere la lettera aperta in inglese, trascritta in calce in italiano, si vada a: http://news.bahai.org/sites/news.bahai.org/files/documentlibrary/857_philosophers_letter_en.pdf Per leggere l’articolo del Daily Telegraph in inglese, trascritto in calce in italiano, si vada a: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/iran/8816662/Religious-academics-denounce-persecution-against-Irans-Bahai-minority.html La lettera condanna in particolare i recenti attacchi delle autorità iraniane contro un’iniziativa educativa informale della comunità baha’i, nota come Istituto baha’i di studi superiori (BIHE), nel quale professori baha’i, ai quali il governo iraniano vieta di svolgere la propria professione, offrono gratuitamente i loro servizi per dare lezioni a giovani membri della comunità che sono esclusi dalle università. Sette baha’i associati al BIHE sono recentemente apparsi davanti al tribunale dopo quattro mesi di detenzione. Essi sono stati arrestati dopo una serie di incursioni il 22 maggio, in 39 case associate al BIHE. Da quel momento le attività del BIHE sono state dichiarate «illegali». «Come filosofi, teologi e studiosi delle religioni di tutto il mondo, noi protestiamo contro il recente attacco delle autorità iraniane contro l’Istituto baha’i di studi superiori», afferma la lettera aperta. «Acquisire il sapere è un sacro diritto legale di tutti. In verità, lo stato è obbligato ad assicurare questo diritto. In Iran, il governo ha fatto il contrario . . .». «Attacchi come questo, contro i diritti dei cittadini di organizzarsi e di ricevere l’istruzione in libertà, non possono più essere tollerati. Invitiamo il governo iraniano non solo a cessare le sue persecuzioni contro i baha’i, ma anche a offrire e favorire l’educazione per tutti». Fra i più noti accademici che hanno sottoscritto l’appello c’è il dottor Charles Taylor, professore emerito di filosofia della McGill University, in Canada. Il professore ha firmato la lettera, ha detto, per la sua profonda «convinzione che non ci devono essere “costrizioni” in tema di religione». L’ho fatto anche per «la mia inquietudine nei riguardi della rivoluzione iraniana», ha detto il professor Taylor, «e del modo in cui i suoi migliori ideali sono stati mistificati da persone che abusano della fede per servirsene come strumento di mobilitazione contro il “nemico”». Un’altra eminente figura che ha aggiunto il proprio nome all’elenco è Hilary Putnam, della Cogan University professore emerito di filosofia di Harvard. «Dopo le rivoluzioni americana e francese alla fine del XVIII secolo, le aspirazioni dei popoli delle varie etnie, nazionalità e fedi ai propri diritti fondamentali, come il diritto di professare la fede che la propria coscienza detta e il diritto all’educazione si sono costantemente rafforzate», ha detto il professor Putnam. «La persecuzione degli studenti universitari baha’i in Iran è un vergognoso tentativo di ritornare ai secoli bui. La loro causa merita il sostegno delle persone illuminate e morali di tutto il mondo». Per leggere l’articolo in inglese, si vada a: http://news.bahai.org/story/857 |