Ultime volontà e testamento di ‘Abdu’l-Bahá
Questo documento di vitale importanza per la comunità Bahá’í, è costituito da un testo piuttosto bre-ve ma denso di significati e implicazioni per il successivo sviluppo dell’Ordine Mondiale predetto da Bahá’u’lláh. Esso è stato scritto da ‘Abdu’l-Bahá durante un periodo di grandi agitazioni in seno alla comunità Bahá’í causati dal comportamento di alcuni nemici di ‘Abdu’l-Bahá stesso.
In questo documento egli delineò “le caratteristiche dell’Ordine Amministrativo che sarebbe sorto dopo il Suo trapasso e avrebbe preceduto l’instaurazione di quell’Ordine Mondiale di cui il Báb aveva annunciato l’avvento e Bahá’u’lláh aveva già formulato le leggi e i principi.”
Questo storico documento istituisce “L’Ordine Amministrativo che, in virtù della sua origine e del suo carattere, è, va notato, unico negli annali dei sistemi religiosi del mondo. Nessun Profeta prima di Bahá’u’lláh, lo si può affermare con sicurezza, neanche Muhammad il Cui Libro prescrive chiaramente le leggi e le ordinanze della Dispensazione islamica, ha stabilito autorevolmente e per iscritto alcunché di paragonabile all’Ordine Amministrativo che l’Interprete autorizzato degli insegnamenti di Bahá’u’lláh ha istituito, un Ordine che, in virtù dei principi amministrativi che il suo Autore ha formulato, delle istituzioni che ha fondato e del diritto d’interpretazione di cui ha investito il suo Custode [Shoghi Effendi], dovrà e potrà proteggere dallo scisma la Fede da cui è nato, in una maniera che non ha eguali in alcuna delle religioni precedenti.”
Queste parole espresse chiaramente da Shoghi Effendi, nella sua opera monumentale “Dio Passa nel Mondo” delineano il significato che questo storico documento riveste nella storia Bahá’í.