| Il Libro della Certezza |
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Shoghi Effendi interprete autorizzato degli Scritti Bahá’í caratterizza il Kitáb-i-Iqan o Libro della Certezza come “ricettacolo unico di inestimabili tesori”, che occupa una posizione “di insorpassata pre-minenza fra gli scritti dottrinali....dell’Auto¬re della Dispensazione Bahá’í.”
Questa Tavola fu rivelata in due giorni e due notti intorno all’anno 1862. Fu scritta per adempiere al-la promessa del Báb, precursore della fede Bahá’í e Autore di una religione indipendente, il Quale aveva specificamente dichiarato che il Promesso, Bahá’u’lláh, avrebbe completato il testo del Bayán persiano, e per rispondere alle domande rivoltegli da Hájí Mírzá Siyyid Muhammad, zio materno del Báb non an-cora convertito. Questo testo rappresenta un modello di prosa persiana di stile originale, e spiega in modo chiaro e di-retto il piano di redenzione di Dio per l’umanità. Esso occupa una posizione ineguagliata fra le opere dell’intera letteratura bahá’í eccettuato il Kitáb-i-Aqdas, il Più Santo Libro di Bahá’u’lláh. In questo testo vengono affrontati e spiegati temi quali l’unicità di Dio, la progressività delle religio-ni; delucida alcune delle profezie presenti nel Vecchio e Nuovo Testamento e nel Corano. Si sofferma sul significato di termini simbolici quali “ritorno”, “resurrezione”, “Giorno del Giudizio”, e sottolinea le caratteristiche del vero ricercatore e sui requisiti che egli deve sviluppare per giungere alla Città di Dio, rinnovata periodicamente dalla Misericordia di Dio. Esso è un testo di grande profondità spirituale, nel quale il lettore può trovare lo spunto per riflettere sui molteplici significati spirituali che hanno interessato e stimolato lo sforzo di avvicinarsi a Dio da parte di tutte le anime di buona volontà. |