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Aprile – Giugno 2009 Iran Press Watch 4 aprile. La signorina Sahba Khademi-Delju di Hamadan è stata sequestrata da sette persone in abiti civili e portata in una destinazione ignota. Sembra che sia stata tenuta in carcere senza possibilità di avere contatti con nessuno per una settimana prima di essere liberate su cauzione il 14 aprile. 6 aprile. Il signor Ali Ehsani di Semnan è stato convocato dal Tribunale rivoluzionario e poi messo in carcere con l’accusa di aver fatto propaganda contro il regime e di non aver messo i prezzi su tutta la sua merce. All’inizio gli è stata negata la libertà su cauzione, ma poi il 3 maggio è stato liberato dopo aver pagato una cauzione di 50 milioni di tuman (circa 50.000 dollari americani). 8 aprile. Il signor Afshin Ehsanian, residente a Shiraz, è stato convocato dal Ministero dei servizi segreti e arrestato «perché era bahá’í», secondo coloro che lo avevano arrestato. È stato rilasciato su cauzione il 25 aprile. 11 aprile. La signora Sorour Sorourian, la signorina Samira Ayoubi, il signor Payman Aqdasi e il signor Faraz Purhamzeh, residenti a Hamadan, hanno avuto una perquisizione delle loro abitazioni con confisca di beni personali e sono stati trattenuti in prigione per una giornata prima di essere rilasciati su cauzione e garanzia. 14 aprile. Un abitante di Babol (cittadina della provincia del Mázandarán), il signor Mushafiq Samandari, è stato arrestato perché un vicino lo aveva querelato affermando che suo figlio stava studiando con loro la Fede bahá’í, della quale in Iran è illegale parlare. È stato processato il 17 giugno, ma la sentenza non è ancora stata pronunciata. Fra il 9 aprile e il 24 maggio, la casa del signor Yahya Hedayati è stata assalita otto volte da aggressori in motocicletta. Le aggressioni erano di solito accompagnate da lanci di sassi e rotture dei vetri delle finestre in modo da spaventare il signor Hedayati e la moglie. La stessa cosa ha subito il 14 giugno anche il signor Adel Fanaian, che si trova in carcere dal 5 giugno 2009. 25 aprile. Il signor Vahdat Dana è stato arrestato. 26 aprile. Il signor Shahram Safajoo di Karaj è stato arrestato e messo in una delle prigioni della città. La sua casa è stata saccheggiata e molti dei suoi beni personali sono stati confiscati. 27 aprile. Le signore Siyamak Iqani e Susan Tebyanian-Jabbari sono state arrestate. Sono state liberate il 3 maggio con una cauzione di 150 million di tuman (circa 150.000 dollari americani). 20 maggio. Il signor Shahram Hasim, baha’i di Teheran, è uscito di casa per andare al lavoro in automobile e non è più ritornato. L’episodio si è verificato tre giorni dopo che aveva ricevuto un messaggio telefonico dall’uffcio della NAJA [le forze di sicurezza della Repubblica Islamica]. Giugno. La signora Firouze Yegan (Asadi) di Qaemshahr, arrestata il 18 gennaio 2009 e liberata il tre febbraio, è stata condannata a un anno di prigione. 8 giugno. Il signor Anvar Moslemi, già arrestato il 22 novembre 2008 e liberato poco dopo, è stato condannato a un anno di prigione per l’infondata accusa di «appartenere a gruppi nemici della nazione o propaganda contro il regime». 17 giugno. La casa della signora Manizheh Nasrillahi (Manzavian) nel Mazandaran è stata perquisite da agenti del Ministero dei servizi segreti e la signora è stata arrestata. 23 giugno. A Semnan, ignoti assalitori hanno scagliato pietre contro il negozio di Payam Shahdeman. La stessa sera, un gruppo di ignoti ha cercate di appiccare il fuoco con materiale infiammabile al negozio di Akbar Pur-Husayni. Pur non essendo riusciti nel loro intento incendiario, hanno prodotto considerevoli danni. Distruzioni, diffamazioni e vendita di proprietà baha’i 25 giugno. La pagina persiana del Baha’i World News Service ha riportato la vendita del cimitero baha’i del villaggio di Ayul nella provincia del Mazandaran, che era stato confiscato e messo all’asta. Non si conoscono altri dettagli. A Sari, i baha’i del luogo hanno avuto una multa di 300 dollari con l’accusa di «modificare l’ambiente di un cimitero baha’i», vale a dire perché avevano sepolto un baha’i che era deceduto.. I sette dirigenti baha’i (gli ex Yaran) 12 maggio. Gli Yaran sono stati accusati di «diffondere corruzione sulla terra» (mofsede fel-arz). Per questa accusa il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran prevede la pena capitale. 24 giugno. È stato annunciato che gli Yaran sarebbero stati processati l’11 luglio. Vittorie, liberazioni e sostegno pubblico ai baha’i 6 aprile. Gli ex Yaran, il disciolto comitato amministrativo ad hoc dei baha’i iraniani, hanno avuto il permesso di rivedere la famiglia dietro le sbarre. 12 aprile. Sorour Sorourian e tre altri giovani baha’i sono stati temporaneamente rilasciati. Si deve però notare che il governo li può arrestare nuovamente in qualsiasi momento. Nello stesso giorno, gli studenti dell’Università di Durham nel Regno hanno espresso la loro preoccupazione per i giovani baha’i in Iran che sono esclusi dagli studi superiori. 19 aprile. Durante una conferenza delle Nazioni Unite contro il razzismo e l’intolleranza a Ginevra, alcuni gruppi per I diritti umani hanno chiesto al presidente Mahmoud Ahmadinejad di eliminare le discriminazioni in Iran, menzionando specificamente le difficoltà dei baha’i in Iran. 21 aprile. Il Primo Ministro britannico, ha detto in una lettera alla comunità baha’i del Regno Unito il primo giorno di Ridvan che i pregiudizi e le discriminazioni contro i baha’i del mondo sono «una tragedia». 25 luglio. Haleh Houshmandi-Salehi è stata liberata su cauzione. 15 maggio. Il governo del Regno Unito ha reiterate le sue preoccupazioni per i sette dirigenti baha’i imprigionati in Iran nella ricorrenza del primo anniversario del loro imprigionamento. Lo stesso giorno anche il Ministro deli Esteri canadese ha espresso preoccupazione per gli Yaran imprigionati. Nello stesso periodo, le continue persecuzioni dei baha’i e di alter minoranze in Iran sono state segnalate nella relazione sullo stato dei diritti umani nel mondo nel 2009 di Amnesty International. 11 giugno. Un corteo di dimostranti in sostegno di diversi candidati alla presidenza iraniana ha gridato frasi di sostegno di varie minoranze religiose, compresi i baha’i. 25 giugno. Il Centro di Documentazione sui Diritti Umani in Iran (IHRDC) ha condannato il regime iraniano per la sua violazione dei diritti umani dei suoi cittadini per quanto riguarda la libera espressione e la libera associazione.
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