La data del processo dei dirigenti bahá’í è stata stabilita
Bahá’í World News Service, 24 giugno 2009
 
Secondo le informazioni dalle autorità del carcere di Evin ai membri della famiglia dei sette bahá’í che sono in prigione a Teheran da oltre un anno, il processo è stato stabilito per l’11 luglio 2009. Questa informazione è stata data ai membri della famiglia solo verbalmente e, dato che le informazioni date dai funzionari sul processo sono spesso state inattendibili, è possibile che le autorità iraniane trovino una ragione per cambiare la data del processo.

I sette bahá’í sono stati arrestati nella primavera del 2008 e sono stati trattenuti per oltre un anno senza un’accusa formale o la possibilità di accedere ai loro legali. Notizie ufficiali dall’Iran riferiscono che essi saranno accusati di «spionaggio a favore di Israele, insulti alla santità della religione e propaganda contro la Repubblica Islamica».

Sembra che il processo avverrà presso il Ramo 28 del Tribunale rivoluzionario, lo stesso presso cui la giornalista irano-americana Roxana Saberi è stata recentemente condannata a 8 anni di prigione per spionaggio. La giornalista è stata poi liberata, ma solo dopo una protesta internazionale per la chiara politicizzazione del caso e l’evidente iniquità delle procedure legali.

«Le accuse contro queste sette persone sono completamente false», ha detto Bani Dugal, il principale rappresentante della Bahá’í International Community presso le Nazioni Unite. «Essi sono innocenti, come gli altri 30 bahá’í attualmente in prigione in Iran, non hanno fatto niente di male e sono trattenuti in carcere sono per le loro convinzioni religiose».