Bahá'u'lláh arriva in Terra Santa
Indice
Bahá'u'lláh arriva in Terra Santa
La colonia penale di ‘Akká
Arrivo alla porta di mare
La più desolata delle città
La marcia fino alla prigione
La sentenza del Sultano
Gli esuli entrano nella prigione
L’ingresso della fortezza
Un’imponente cittadella
La piazza della caserma
Dentro la cittadella
La cella di Bahá’u’lláh
Le restrizioni si allentano
I fedeli di Bahá’u’lláh incominciano a venire ad ‘Akká
Qualche pellegrino entra nella prigione
Un tragico incidente
Il trapasso di Mírzá Mihdí
Il sacrificio di un figlio
Bahá’u’lláh lascia la cittadella
La casa di ‘Udi Khammár
Bahá’u’lláh scrive il «Libro Più Santo»
La popolazione di ‘Akká mostra sempre più rispetto
Dall’odio all’ammirazione e rispetto
Bahá’u’lláh nella casa di ‘Abbúd
Aumenta il numero dei pellegrini
Il ruolo di ‘Abdu’l-Bahá
La stanza di Bahá’u’lláh nella casa di ‘Abbúd.
Un balcone sul mare
Vita ad ‘Akká
Un caravanserraglio ad ‘Akká
Il bagno pubblico
Bahá’u’lláh chiede di far riparare l’acquedotto
Fuori delle mura cittadine
Le restrizioni sono rimosse
Bahá’u’lláh lascia la città prigione
Tutte le pagine
Alla metà del 19° secolo Akka (Acri) era alla fine del mondo, l’ultima destinazione per i più noti assassini, malfattori di strada e nemici politici del regime ottomano. Città circondata da mura con strade sporche e umide, case desolate, Akka non aveva sorgenti di acqua pulita e si diceva che l’aria era così malsana che se gli uccelli l’avessero sorvolata sarebbe caduti morti.
Le autorità confidavano che Bahá'u'lláh e i suoi compagni perissero velocemente in quella città prigione.